O Sì o sì

 

O Sì, O Sì

Sabato 11 luglio 2015- frammento di telefonata

 

telefonataIO: Alò? Alò? Máxima me oyes?

MÁXIMA: Alò…Señorita Simona, es usted?

IO: Sì Máxima, sono io. Sto per partire. Come sta?

MÁXIMA: Non bene per la verità. La mia avvocata mi ha appena comunicato l’arrivo di un notifica da parte della procura di Celendin. Un operaio della miniera Yanacocha mi ha accusata di averlo aggredito mentre saliva sul suo camioncino….

….SILENZIO

Máxima smette di parlare per un po’. Mi chiedo se fosse un problema telefonico, ma invece di lanciare al microfono fastidiosi richiami, taccio anche io.

Nel silenzio mi immagino Máxima. Non ci siamo mai viste, ma so che ha 44 anni, dei figli e un nipote. E’ alta meno di 1.50 m. Non è mai andata a scuola, ma conosce il lavoro dei campi. Sa anche filare e dalla fibra grezza modella coperte, calze e giacchette.

Mi riportano alla chiamata dei singhiozzi un po’ strozzati. In lontananza sento i vagiti di un bambino.
Poi un bel respiro e Máxima Acuña Chaupe torna a parlarmi, come facciamo a cadenze regolari da qualche mese.
La voce è stanca, ma da quel momento non si interrompe più.

Si sente screditata Máxima Acuña, diffamata ed esasperata.
Martedì 14 luglio, mentre io volerò sopra l’oceano, lei dovrà portare la sua versione dei fatti di fronte alle autorità. E’ snervata, ma lo farà. “O sì o sì”, come si dice in Perù.
La doppia affermazione ha il potere di pacificare il cuore, non lasciando spiraglio a un’alternativa negativa. Fa pensare che le cose succederanno. O sì o sì, appunto.

MÁXIMA: Difendendo la mia terra, sto difendendo la terra anche per la mia comunità. Però non riesco più a vivere serenamente. Un giorno la polizia mi distrugge la casa, un altro giorno qualcuno mi uccide gli animali, un altro mi convocano per qualcosa che non ho commesso. Mi tolgono il tempo per lavorare. Come faccio a guadagnarmi la vita?

I dati INEI - Istituto Nazionale di Statistica e Informatica peruviano dichiarano che nel 2013 Cajamarca ha raggiunto il primo posto in quanto a povertà monetaria, con un 52,2% degli abitanti in questa condizione.

Il 68% della popolazione contadina della regione vive senza acqua, luce e sistema fognario. Condizione comune anche a Máxima e alla sua famiglia.
L’oro vola via e la povertà rimane.

Ma se anche Yanacocha riempisse una stanza d’oro e d’argento fino a dove i contadini potessero arrivare con il proprio braccio teso, loro non accetterebbero.

Almeno così dicono Máxima e l’80% della comunità di campesinos della regione di Cajamarca.

Si ha l’impressione che un dialogo reale tra impresa e popolazione, se anche voluto, risulterebbe sconclusionato. Guardano al mondo con occhiali di gradazione diversa.

Dove l’impresa vede oro lucente, i contadini vedono acqua fresca.
Nella provincia di Celendín della regione di Cajamarca le lagune, i fiumi e le terre sono alla base della sopravvivenza umana e dell’attività economica fondata su allevamento, agricoltura e pesca.

È per questo che Máxima non se ne va dal suo campo incuneato tra la laguna Azul y Perol sotto le quali Yanacocha ha fiutato l’oro.

MÁXIMA: Se me ne vado la miniera inizierà i lavori di Conga e allora…

E allora durante questo mese in Perù cercheremo di accogliere le ragioni di chi si oppone a Conga, a Yanacocha e alle politiche estrattive promosse dal governo peruviano, senza dimenticare il diritto di replica di cui l’impresa vorrà avvalersi.

Proveremo a cogliere la quotidianità di chi vive nel corazón de Conga, le conseguenze economiche e umane che il progetto minerario avrà sulla comunità e la mancanza di sicurezza percepita e vissuta da chi si oppone a uno dei più grandi investimenti del Perù.

Il viaggio non è semplice. La strada è costellata di check point della polizia e fisiologiche difficoltà ambientali.

Mentre la mia mente sfiora eventuali cause non calcolabili di imprevisto ricevo una domanda che mi riporta alla serenità, quanto la mia impulsiva risposta.

MÁXIMA: Señorita, entonces nos vemos el sabado que viene?
Allora ci vediamo il prossimo sabato?

IO: Si, Màxima. Nos vemos el sabado. O sì o sì.
Sì. Ci vediamo sabato. O sì o sì.

Simona